Test di resistenza all’abrasione su tessuti e pelli
La prova di resistenza all’abrasione misura la capacità di un tessuto o di una pelle di opporsi all’usura provocata da sfregamenti ripetuti. Conosciuta anche come prova di abrasione o di usura, è una verifica fisico-meccanica che evidenzia perdita di massa, alterazioni superficiali e cedimenti ciclici. Nel settore conciario supporta il confronto tra lotti e la conformità di articoli per calzature, arredi o applicazioni tecniche.
Il dato non è confrontabile tra prove diverse senza conoscere metodo, carico, abrasivo e condizioni ambientali. Un protocollo rigoroso organizza campionamento, condizionamento, esecuzione, osservazione e rapporto, così da rendere riproducibile la prova e limitare l’influenza delle variabili casuali.
Principi, norme e scelta del metodo
La scelta della tecnica dipende dal materiale e dall’impiego. Per i tessuti è diffusa la prova Martindale definita dalla serie UNI EN ISO 12947; per le pelli, UNI EN ISO 7869 comprende la determinazione con provini piatti e la prova di abrasione lineare. Il tamburo rotatorio è invece impiegato per determinati rivestimenti e suole. La norma deve essere stabilita prima di prelevare i campioni.
Carico, velocità e geometria del contatto devono rappresentare l’uso previsto. Un tessuto morbido, una pelle rigida e una suola ricevono sollecitazioni diverse: il confronto richiede quindi prove omogenee, criteri di accettazione definiti e un numero di repliche adeguato alla variabilità del lotto.
Per esigenze particolari, come le calzature destinate ad ambienti marini, si possono affiancare prove di settore. Il materiale sulle prove HVI su calzature offre un riferimento specifico, distinto dal Martindale e dal tamburo rotatorio.
Preparazione e condizionamento dei campioni
Il campionamento deve rappresentare lotti e posizioni rilevanti della pelle o del tessuto. I provini vengono tagliati secondo le dimensioni e la direzione indicate dalla norma, evitando tagli accidentali e zone danneggiate, salvo quando il difetto è proprio dell’oggetto da qualificare. Se il comportamento delle cuciture rientra nel requisito, si prepara un campione dedicato anziché alterare il provino principale.
Dopo il taglio, ogni provino viene identificato e condizionato alla temperatura e all’umidità prescritte. Il condizionamento stabilizza il contenuto di acqua e riduce la variabilità dimensionale. Prima della prova si controllano calibri, carichi, contatti e stato degli abrasivi; tutti gli scarti operativi vanno riportati in un registro.
Esecuzione della prova e sicurezza
Nel Martindale, il provino circolare è compresso contro un abrasivo reciprocamente mobile e sottoposto a un numero controllato di cicli. Si registrano deterioramento, rottura, perforazione o variazioni di massa previste dal metodo. Al termine, il campione viene esaminato e confrontato con i criteri stabiliti.
Negli altri metodi cambia l’azione meccanica: nel tamburo rotatorio il provino è coinvolto dal contatto con una superficie abrasiva, mentre nella prova lineare lo sfregamento segue un percorso definito. Velocità, pressione e durata devono rimanere costanti; un contatto non uniforme compromette il confronto.
La sicurezza richiede protezioni adatte, fermo immediato in caso di anomalia e controllo del surriscaldamento. Residui e scarti non vanno mescolati: la gestione dei rifiuti nei laboratori conciari prevede classificazione, contenimento e smaltimento secondo la natura del materiale.
Valutazione dei risultati e controlli qualità
L’interpretazione unisce dato quantitativo e osservazione visiva. La variazione di massa, il numero di cicli, lo stato superficiale e l’eventuale rottura vengono confrontati con specifiche, campioni storici o valori contrattuali. Un risultato conforme a una prova non dimostra automaticamente l’idoneità in un utilizzo differente.
Il rapporto deve riportare norma, versione normativa, parametri, identificazione del lotto ed esito. La ripetibilità viene favorita da operatori formati, attrezzature tarate e controlli costanti delle condizioni ambientali.
Il fascicolo di prova deve comprendere:
- Dati del campione e del lotto di provenienza.
- Metodo e condizioni operative applicate.
- Numero di cicli, usura e osservazioni.
- Esito rispetto al criterio di accettazione.
Le principali fonti di variabilità sono:
- Differenze di umidità e temperatura durante la prova.
- Preparazione non uniforme dei bordi.
- Variazioni di carico, velocità o pressione.
- Usura o sostituzione inadeguata dell’abrasivo.
Collaborazione con il distretto e percorso formativo
Presso l’ITIS Galileo Galilei di Arzignano, le attività laboratoriali su pelli, materiali conciati e tessuti possono collegare didattica, esperienze formative nel distretto di Vicenza e servizi di prova per le imprese. Le verifiche fisico-meccaniche si affiancano alle analisi chimiche e permettono di seguire il materiale dal controllo del processo fino alla qualificazione del prodotto. Formazione e aggiornamento sono raccolti nell’offerta formativa.
Il primo passo operativo concordato è definire norma, matrice dei campioni e criteri di accettazione, quindi avviare la prima serie di prove sul lotto selezionato.