Viale Vicenza 49/A, 36071 Arzignano (VI)
Tel 0444/672016 · 0444/670441 info@istitutoconciario.com

Preparare i campioni per la microscopia elettronica a scansione

La microscopia elettronica a scansione (SEM) consente di studiare la morfologia di pellami, cuoi e materiali connettivi con una risoluzione che va ben oltre il microscopio ottico. Nell’ITIS Galileo Galilei di Arzignano, la preparazione dei campioni per questa tecnica si intreccia alla formazione tecnica sulla pelle, alla chimica dei trattamenti e alla caratterizzazione dei materiali.

Il risultato dipende soprattutto da ciò che accade prima dell’osservazione. Polvere, grassi, residui di sostanze e artefatti di essiccazione possono mascherare fibre, pori e interfacce, inducendo a interpretare come reale una morfologia artificiale.

Per il distretto conciario vicentino, questo controllo trasforma un’immagine ad alta risoluzione in uno strumento di conoscenza. Prove fisico-chimiche, attività di laboratorio, stage e progetti comuni permettono di collegare struttura, prestazioni e processi di trasformazione.

Dalla pelle alla superficie analizzata

Il prelievo deve rappresentare correttamente il materiale esaminato. È opportuno evitare aree danneggiate o deliberatamente scelte per la loro particolarità estetica, annotando provenienza, lotto, tipo di concia, orientamento e condizioni di conservazione. Un campione destinato a una sezione trasversale viene orientato prima del taglio, così da distinguere superficie, strato sottostante e lato carnale.

La superficie si pulisce con flusso d’aria o spazzolatura delicata, evitando solventi non validati, che potrebbero dissolvere grassi o mordanti. La tracciabilità non si esaurisce sull’etichetta: comunicazioni e relazioni digitali richiedono attenzione alle truffe di phishing tramite SMS, capaci di compromettere documenti o dati di laboratorio.

Taglio e stabilizzazione della struttura

Il taglio deve essere netto e riproducibile. Lame fresche, microtomi e criofrattura permettono di ottenere superfici adatte a osservare fibre, pori e interfacce senza deformazioni meccaniche eccessive. La scelta della tecnica dipende dalla domanda di analisi: una sezione trasversale evidenzia l’architettura del pellame, mentre una frattura controllata può facilitare l’esame di un legame tra componenti.

Se il materiale contiene componenti biologici da preservare, si applica una fissazione adeguata, seguita da risciacquo e preparazione in un mezzo compatibile. Per materiali già stabilizzati si evita un trattamento non necessario. Le osservazioni SEM possono affiancare le prove di permeabilità: il confronto fra struttura e trasporto idrico aiuta a formulare ipotesi sui canali di passaggio, senza attribuire a una singola micrografia la causa di una misura.

Essiccazione e rivestimento conduttivo

Una volta tagliato, il campione viene essiccato con metodi adatti alla sua natura. L’essiccazione a punto critico riduce gli artefatti dovuti alla tensione superficiale, mentre la liofilizzazione può preservare strutture porose. Temperature e tempi devono essere registrati: un riscaldamento eccessivo può provocare ritrazioni, fusioni o alterazioni che falsano il rilievo.

Il campione viene poi fissato su un supporto con nastro conduttivo e sottoposto a metallizzazione con oro, palladio o carbonio. Lo spessore del rivestimento influenza la nitidezza e l’analisi elementare; per la spettroscopia a dispersione di energia, la scelta del coating richiede particolare attenzione. Solventi, resine e polveri metalliche richiedono ventilazione, protezioni adeguate e una documentata gestione dei rifiuti, secondo i protocolli dell’istituto.

Interpretazione e controllo qualità

L’acquisizione richiede parametri coerenti: tensione di accelerazione, distanza di lavoro, ingrandimento e tipo di rivelatore incidono sulla luminosità, sulla profondità di campo e sulla rappresentazione del rilievo. Gli elettroni secondari evidenziano soprattutto la morfologia superficiale, mentre quelli retrodiffusi aiutano a distinguere zone con composizione diversa. Un’immagine scura o deformata può indicare carica elettrica, contaminazione o un coating inadeguato.

Il controllo qualità comprende pulizia del supporto, verifica dei contatti elettrici, repliche su più campioni e conservazione di immagini con metadati completi. La scelta del rivestimento deve evitare che il segnale dell’EDS venga confuso con il contributo del metallo depositato o con un fondo strumentale.

Protocolli, didattica e collaborazione industriale

Un protocollo condiviso rende confrontabili analisi svolte da operatori, docenti e studenti. La vita scolastica dell’ITIS Galileo Galilei integra attività laboratoriali, stage e progetti, offrendo un contesto in cui la conoscenza delle procedure diventa competenza professionale. Anche la gestione documentata dei campioni, degli strumenti e dei rifiuti fa parte della formazione tecnica.

Le collaborazioni con il tessuto conciario possono collegare il prelievo alla concia, l’organizzazione del laboratorio e la caratterizzazione del prodotto finito. Questo approccio rende la microscopia uno strumento di controllo e ricerca, utile per comprendere il rapporto fra struttura del cuoio e comportamento durante l’uso.


La sequenza affidabile parte da un campione rappresentativo, prosegue con taglio controllato, essiccazione priva di artefatti e metallizzazione uniforme, quindi termina con acquisizione e interpretazione coerenti. Ogni scelta va motivata e documentata.

La consegna finale è un campione identificabile, accompagnato da una sequenza di preparazione riproducibile e da immagini che consentano di distinguere il materiale autentico dagli effetti del trattamento.